L’Acero  prospera soprattutto nelle foreste decidue miste, sia in mon­tagna, in consorzio con Faggi, Querce e Carpini, sia nei popolamenti di fondo- valle: naturalmente lo si trova sporadi­co anche in siti secondari aperti, nei pascoli e ai margini dei campi. Fin da tempi lontani viene utilizzato come al­bero di allineamento per formare siepi vive. Tollera bene la potatura. Quest’Ace­ro vegeta allo stato spontaneo pratica- mente in tutta Europa, spingendosi fi­no all’Asia occidentale.

L’Acero campestre è l’ultimo a fiorire tra gli Aceri europei, verso mag­gio dopo la comparsa delle foglie. I frutti sono tipiche samare doppie, con ali molto divaricate. Il legno di questa specie è il più duro e resistente tra tutti gli Aceri, utilizzato un tempo anche per la fabbricazione di strumenti musicali.

L’Acero campestre è un albero a por­tamento espanso, alto fino a 20 m: spesso però assume forma arbustiva, a portamento eretto. Habitat boschivo, in boscaglia e siepi. Storicamente usato per le sue proprietà nella fitoterapia.



Foto di Barbara Perini – Immagini e testi tratti da: Piante del Mondo di Vaclav Vetvicka e Vlasta Matousova – Arnoldo Mondadori Editore e Alberi di Allen J. Coombes – Fabbri Editori